Cos’è il traceroute e come funziona
Il traceroute è il test che elenca i router attraversati dai pacchetti per raggiungere una destinazione e misura il tempo di risposta di ciascuno. Sfrutta il campo TTL (Time To Live) dell’intestazione IP, chiamato Hop Limit in IPv6: ogni router lo diminuisce di 1 e, quando arriva a 0, scarta il pacchetto e avvisa il mittente con un messaggio ICMP “Time Exceeded”.
Il traceroute invia pacchetti con TTL 1, poi 2, poi 3 e così via. Il primo router risponde al pacchetto con TTL 1, il secondo a quello con TTL 2, e ogni risposta rivela indirizzo e tempo di un salto. Su Linux il comando traceroute usa di solito pacchetti UDP, mentre tracert di Windows usa ICMP: per questo due test verso la stessa destinazione possono dare risultati un po’ diversi.
Come fare un traceroute online
- Inserisci il dominio o l’IP di destinazione.
- Avvia il traceroute e attendi: ogni salto compare quando il router corrispondente risponde, e il test completo può richiedere qualche decina di secondi.
- Scorri i salti dall’alto: i primi appartengono alla rete del datacenter, gli ultimi a quella della destinazione.
- Cerca il punto in cui i tempi salgono in modo stabile o compaiono solo asterischi fino alla fine.
Come leggere un traceroute
Ogni riga è un salto (hop) e riporta il numero progressivo, il nome o l’IP del router e, di solito, tre tempi in millisecondi, uno per ogni pacchetto di prova.
- Tempi che crescono poco a poco: è normale, ogni salto aggiunge distanza.
- Un salto isolato con tempi alti, seguito da salti di nuovo veloci: il router risponde lentamente ai messaggi diretti a lui, ma inoltra il traffico senza ritardi. Non è un problema.
- Tempi che salgono da un salto in poi e restano alti: lì c’è un collegamento lento o congestionato, oppure il traffico attraversa un tratto lungo, per esempio un cavo transoceanico.
- Asterischi
* * *: il router non ha risposto entro il tempo limite. Se i salti successivi rispondono, quel router filtra ICMP. Se gli asterischi continuano fino alla fine, il percorso si interrompe lì o la destinazione blocca i test.
I nomi dei router contengono spesso indizi su posizione e operatore, come sigle di città (mil, fra, ams) o il nome della rete di transito.
Quando usare il traceroute
Il traceroute serve quando un sito è lento o irraggiungibile solo da alcune reti, per capire se il problema è nella rete del server, in un operatore di transito o all’origine. Gli amministratori lo usano anche per verificare che il traffico verso l’Italia passi da un punto di interscambio vicino invece di fare il giro dell’Europa.
Il percorso di andata e quello di ritorno possono essere diversi: il traceroute vede solo l’andata. Quando segnali un problema a un provider, allega il traceroute dal tuo lato e quello da un altro punto della rete, come questo da Roma. Prima del traceroute un ping online ti dice se la destinazione risponde. Se ti interessa quanto impiega un sito a caricare, misura il tempo di risposta del sito.
Domande frequenti
Cosa significano gli asterischi nel traceroute?
Gli asterischi indicano che il router di quel salto non ha risposto entro il tempo limite. Spesso il router è configurato per non rispondere ai pacchetti di test, e se i salti successivi compaiono normalmente non c’è alcun problema. Se invece gli asterischi proseguono fino alla fine, il percorso si interrompe in quel punto oppure la destinazione blocca il traceroute.
Che differenza c’è tra ping e traceroute?
Il ping verifica se la destinazione risponde e misura la latenza complessiva, il traceroute mostra tutti i router intermedi e la latenza di ciascuno. Il ping dice se c’è un problema, il traceroute aiuta a capire in quale punto del percorso si trova. Di solito si fa prima il ping e, se qualcosa non va, il traceroute.
Come si fa il traceroute da Windows?
Su Windows apri il prompt dei comandi e digita tracert seguito dal dominio o dall’IP, per esempio tracert example.com. Su macOS e Linux il comando è traceroute. Così misuri il percorso dalla tua connessione, mentre questo strumento lo misura dal nostro server a Roma: confrontare i due aiuta a capire da che parte sta il problema.
Perché un salto ha un ping altissimo ma la connessione va bene?
Perché i router danno bassa priorità ai pacchetti indirizzati a loro, come le risposte del traceroute, rispetto al traffico che devono solo inoltrare. Un salto lento seguito da salti veloci indica che quel router risponde lentamente ai test, non che rallenta la connessione. Conta solo l’aumento di latenza che prosegue fino alla destinazione.
Fonti e riferimenti
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