Cos’è una blacklist IP (DNSBL)
Una DNSBL (DNS-based Blackhole List) è un elenco di indirizzi IP segnalati come fonte di spam o di traffico malevolo, che i server di posta consultano tramite il DNS prima di accettare un messaggio. Il meccanismo è descritto nella RFC 5782: per controllare l’IP 192.0.2.10 il server interroga il nome 10.2.0.192.zen.spamhaus.org. Se riceve una risposta, di solito un indirizzo del tipo 127.0.0.x, l’IP è in lista e il codice indica il motivo.
Ogni lista ha criteri propri. Spamhaus ZEN riunisce quattro elenchi: SBL (fonti di spam verificate), CSS (spam a basso volume), XBL (dispositivi infettati o compromessi) e PBL (indirizzi domestici e dinamici che non dovrebbero inviare posta direttamente). SpamCop si basa sulle segnalazioni degli utenti, Barracuda sulla reputazione osservata dai propri sistemi.
Come controllare se un IP è in blacklist
- Inserisci l’indirizzo IPv4 pubblico da controllare, di solito quello del server che invia la posta.
- Avvia il controllo: lo strumento interroga una per una le liste DNSBL.
- Leggi l’esito per ciascuna lista: “Non in lista”, “In lista”, “Solo PBL”, “Non verificabile” o “IPv6 non supportato”.
- Se l’IP risulta “In lista”, apri il sito della lista, leggi il motivo e segui la procedura di rimozione dopo aver risolto la causa.
Come leggere il risultato del controllo blacklist
Ogni riga del risultato corrisponde a una lista e ha una di cinque etichette.
- Non in lista: la lista non contiene l’indirizzo in questo momento.
- In lista: l’IP è elencato, e i server che usano quella lista possono rifiutare o filtrare la posta in arrivo da lì.
- Solo PBL: l’IP compare soltanto nella Policy Block List di Spamhaus, che raccoglie gli indirizzi domestici e dinamici. Non è una segnalazione di spam.
- Non verificabile: la lista non ha risposto o ha rifiutato la richiesta, quindi per quella riga non c’è un esito.
- IPv6 non supportato: la lista accetta solo indirizzi IPv4.
Non tutte le liste pesano allo stesso modo. Una presenza in Spamhaus SBL o XBL ha effetti concreti su molti server di posta, mentre alcune liste minori sono poco usate. La presenza nella sola PBL di Spamhaus è normale per un IP di casa: indica che quell’indirizzo dovrebbe spedire la posta attraverso il server SMTP del provider, non che hai fatto spam.
Se una riga risulta “Non verificabile”, ripeti il controllo dopo qualche minuto.
IP in blacklist: cosa fare per uscirne
Per uscire da una blacklist devi prima eliminare la causa della segnalazione e poi chiedere la rimozione (delisting) alla lista che ti ha inserito. Chiedere la rimozione senza aver risolto il problema porta di norma a un nuovo inserimento.
- Cerca la causa: un account email con password rubata, un modulo di contatto del sito usato per spedire spam, un dispositivo infetto nella rete, un server configurato come open relay.
- Cambia le password compromesse, aggiorna il software, chiudi il relay e controlla le code di posta in uscita.
- Controlla che il dominio abbia SPF, DKIM e DMARC corretti e che l’IP abbia un reverse DNS coerente con il nome del server, che puoi leggere con il reverse IP lookup.
- Apri il sito della lista, cerca il tuo IP e segui la procedura di rimozione. Molte liste, come SpamCop, rimuovono l’indirizzo da sole dopo un periodo senza nuove segnalazioni.
Se l’IP appartiene a un hosting o a un servizio di posta condiviso, la richiesta va fatta dal fornitore: apri un ticket allegando il risultato del controllo.
Domande frequenti
Il mio IP è in blacklist?
Per saperlo apri questa pagina dalla connessione da controllare, senza VPN: il campo è già compilato con il tuo IP pubblico e basta avviare il controllo. Se ti colleghi in IPv6, alcune liste non accettano quel formato e la riga risulta “IPv6 non supportato”.
Un IP di casa può finire in lista anche se non hai fatto nulla. Con un IP dinamico l’operatore può averti assegnato un indirizzo usato prima da un altro cliente. Con il CGNAT lo stesso IP pubblico è condiviso da molti utenti, e basta uno di loro con un dispositivo infetto. Se invece l’IP compare nella XBL di Spamhaus, controlla i dispositivi della tua rete: quella lista raccoglie gli indirizzi da cui è partito traffico di dispositivi compromessi.
Perché il mio IP è bannato da un sito?
Un ban da un sito, da un forum o da un gioco online non dipende dalle blacklist antispam di questa pagina: è una decisione di quel servizio, presa con regole proprie, di solito non pubbliche. Di solito scatta per troppi tentativi di accesso falliti, per traffico automatico, per l’uso di una VPN o di Tor, o perché il tuo IP condiviso (CGNAT, rete mobile, Wi-Fi pubblico) è stato usato da qualcun altro per violare le regole.
Per capire se il ban riguarda l’indirizzo e non l’account, prova da un’altra rete, per esempio passando dal Wi-Fi alla rete mobile. Se da lì funziona, scrivi all’assistenza del sito indicando il tuo IP pubblico, che trovi nella pagina qual è il mio indirizzo IP. Con un IP dinamico puoi anche ottenerne uno nuovo dall’operatore, come spiega la guida come cambiare o nascondere l’IP.
Come controllo se il server di posta è in blacklist?
Inserisci l’IP o il nome del server in questo strumento: interroga le principali DNSBL e ti dice per ciascuna se l’indirizzo è in lista. Usa l’IP da cui parte la posta, che trovi nell’intestazione Received di un messaggio inviato o nel pannello del provider. Il controllo è gratuito e non richiede registrazione.
Perché il mio IP di casa è nella PBL di Spamhaus?
Spamhaus inserisce nella PBL gli indirizzi domestici e dinamici, spesso su indicazione dello stesso provider, che non dovrebbero consegnare posta direttamente ad altri server. Non è una segnalazione di spam. La normale posta inviata da client come Outlook o Thunderbird passa dal server SMTP autenticato del tuo provider e non viene bloccata.
Quanto tempo ci vuole per uscire da una blacklist?
Dipende dalla lista. SpamCop rimuove automaticamente un IP dopo 24 ore senza nuove segnalazioni. Spamhaus e Barracuda prevedono una richiesta di rimozione dal loro sito, che viene valutata dopo che hai risolto la causa. Dopo la rimozione servono di solito alcune ore perché i server di posta smettano di usare il dato vecchio memorizzato nella cache.
Le email finiscono nello spam anche se l’IP non è in lista: perché?
La reputazione dell’IP è solo uno dei criteri dei filtri antispam. Contano anche l’autenticazione del dominio con SPF, DKIM e DMARC, la reputazione del dominio, il contenuto del messaggio, il reverse DNS del server e le segnalazioni dei destinatari. Gmail, per esempio, chiede a tutti i mittenti SPF o DKIM e un tasso di segnalazioni come spam sotto lo 0,3%.
Fonti e riferimenti
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