Cos’è il CIDR di un indirizzo IP

CIDR (Classless Inter-Domain Routing) è il sistema con cui oggi si assegnano e si instradano gli indirizzi IP, descritto dalla RFC 4632 del 2006. Al posto delle vecchie classi A, B e C, una rete si indica con un indirizzo e una lunghezza di prefisso: in 203.0.113.0/24 i primi 24 bit sono fissi e identificano la rete, gli 8 restanti numerano i singoli indirizzi, 256 in tutto.

Ogni indirizzo pubblico appartiene a uno o più di questi blocchi. Per i calcoli su una subnet scelta da te (netmask, broadcast, primo e ultimo host) usa il calcolatore subnet.

Come trovare il CIDR di un indirizzo IP

  1. Scrivi o incolla nel campo un indirizzo IPv4 o IPv6 pubblico. Per la tua connessione parti dalla home, che mostra accanto al tuo IP la rete a cui appartiene.
  2. Avvia la ricerca.
  3. Leggi prima il prefisso annunciato e l’ASN, poi confrontali con l’intervallo registrato e con il titolare.
  4. Controlla lo stato RPKI per sapere se l’annuncio è coerente con le autorizzazioni firmate dal titolare del blocco.

Rete annunciata e rete assegnata: perché sono due dati diversi

La rete annunciata è il prefisso che un operatore pubblica in BGP, il protocollo con cui le reti di Internet si scambiano le rotte. La rete assegnata è l’intervallo che il registro regionale (RIR) ha attribuito a un’organizzazione e che compare nel suo database: per l’Europa è il RIPE NCC, e i blocchi IPv4 sono descritti dagli oggetti inetnum (inet6num per IPv6).

I due blocchi spesso non coincidono, per questi motivi:

  • un provider riceve un’allocazione grande, per esempio un /16, la divide tra i clienti in blocchi più piccoli registrati nel database, ma su Internet annuncia il /16 intero
  • al contrario, un’azienda può avere un /22 registrato e annunciarlo in quattro /24 separati, per esempio per distribuire il traffico su due linee
  • un blocco registrato a un’organizzazione può essere annunciato dall’ASN di un’altra, quando gli indirizzi sono dati in uso a un provider di hosting o di connettività
  • alcuni intervalli registrati non sono annunciati da nessuno e quindi non sono raggiungibili da Internet

Il prefisso annunciato dice da dove passa il traffico, l’intervallo registrato dice chi ne risponde.

Come leggere i risultati

CampoCosa indica
Prefisso annunciatoIl blocco più specifico visibile in BGP che contiene l’IP, in notazione CIDR. È la rete usata per instradare il traffico verso quell’indirizzo.
ASN di origineIl numero del sistema autonomo che annuncia il prefisso, cioè la rete dell’operatore.
Intervallo registrato (RIR)Il blocco inetnum o inet6num che contiene l’IP nel database del registro, con primo e ultimo indirizzo.
Organizzazione e nome della reteIl titolare del blocco, come risulta nel registro per quell’intervallo. Può essere il provider o un suo cliente.
Stato RPKIL’esito della validazione dell’origine secondo la RFC 6811: valid, invalid o not found.
Numero di indirizziQuanti IP contiene il blocco: 2 elevato a (32 meno il prefisso) per IPv4, 2 elevato a (128 meno il prefisso) per IPv6.

Lo stato RPKI si basa sui ROA (Route Origin Authorization), certificati firmati con cui il titolare di un blocco dichiara quale ASN può annunciarlo e fino a quale lunghezza di prefisso. Valid significa che l’annuncio corrisponde a un ROA. Invalid significa che esiste un ROA per quel blocco ma l’annuncio arriva da un altro ASN o con un prefisso troppo specifico. Not found (alcuni strumenti scrivono “unknown”) significa che nessun ROA copre il prefisso.

A cosa serve conoscere il CIDR di un IP

Il CIDR serve quando un singolo indirizzo non basta a prendere una decisione.

  • Firewall e whitelist: se un partner esce da più indirizzi dello stesso blocco, autorizzi il prefisso invece dei singoli IP. Se gli attacchi arrivano da tanti IP dello stesso /24 di un datacenter, blocchi il /24.
  • Capire se due IP sono dello stesso operatore: stesso ASN significa stessa rete, stesso prefisso significa stesso blocco di indirizzi. Due IP di un operatore mobile possono avere ASN uguale e prefissi diversi. Gli ASN e i prefissi dei principali operatori italiani sono nella pagina delle reti IP degli operatori.
  • Segnalare un abuso: il titolare dell’intervallo registrato è chi deve ricevere la segnalazione. Nel database RIPE l’oggetto collegato al blocco indica il contatto per gli abusi (abuse-c).
  • IP dinamici nei log: un abbonato con IP dinamico riceve indirizzi diversi, di solito dagli stessi blocchi del provider. Nei log, ragionare per prefisso aiuta a riconoscere lo stesso operatore, ma non la stessa persona.
  • CGNAT: se il tuo router ha un indirizzo in 100.64.0.0/10, lo spazio condiviso della RFC 6598, sei dietro il NAT del provider. Quel blocco non è annunciato su Internet: il prefisso che vedi qui è quello dell’IP pubblico condiviso con altri clienti (vedi la guida al CGNAT).

Per i dettagli su posizione, provider e reverse DNS dello stesso indirizzo usa la verifica IP. Se il blocco invia spam, controlla l’IP nelle blacklist antispam: alcune liste elencano interi prefissi, non solo singoli indirizzi.

Tabella dei prefissi IPv4 più comuni

Ogni bit in meno nel prefisso raddoppia la dimensione del blocco. Un /32 è un solo indirizzo, un /8 ne contiene oltre sedici milioni.

PrefissoIndirizziDove si incontra
/816.777.216Grandi blocchi storici, lo spazio privato 10.0.0.0/8
/121.048.576Lo spazio privato 172.16.0.0/12
/1665.536Allocazioni di grandi provider, 192.168.0.0/16
/204.096Allocazioni di provider medi
/221.024Blocco tipico di un piccolo provider o di un’azienda con rete propria
/24256Il blocco più piccolo che la maggior parte delle reti accetta in BGP
/2816Blocchi di IP statici dati alle aziende
/298Blocchi di IP statici per uffici e piccoli server
/304Collegamenti punto-punto
/321Un singolo indirizzo, per esempio in una regola di firewall

Con IPv6 i numeri cambiano scala. Il documento RIPE-690 del 2017 raccomanda di assegnare agli utenti finali un /48, oppure un /56 alle utenze residenziali, e sconsiglia prefissi più lunghi di /56. Un singolo /64 contiene già 264 indirizzi. Le differenze tra i due protocolli sono nella guida IPv4 e IPv6.

Domande frequenti

Qual è la mia rete IP?

La tua rete IP è il blocco CIDR che contiene il tuo indirizzo pubblico, cioè il prefisso che il tuo provider annuncia su Internet. La trovi in home, accanto al tuo IP, alla voce “La tua rete (CIDR)”. Dal terminale la leggi con curl mio-indirizzo-ip.it/cidr, uno degli endpoint dell’API IP gratuita. Di solito è un blocco del provider condiviso con molti altri clienti, non una rete solo tua.

Come scopro a chi appartiene un indirizzo IP?

Inserisci l’indirizzo in questa pagina e guarda la sezione Rete assegnata: le voci Organizzazione e Nome della rete indicano a chi il registro regionale (per l’Europa il RIPE NCC) ha attribuito il blocco che contiene l’IP. Nella stessa pagina trovi l’intervallo esatto e l’ASN che annuncia la rete. È lo stesso dato che restituisce un whois sull’indirizzo. Il titolare è quasi sempre un provider, un datacenter o un’azienda: solo il provider sa quale abbonato usava l’IP in un certo momento, e lo comunica all’autorità giudiziaria su richiesta.

Cosa significa /24 dopo un indirizzo IP?

Il /24 indica che i primi 24 bit dell’indirizzo identificano la rete e gli ultimi 8 i singoli host. Il blocco contiene quindi 256 indirizzi: 192.0.2.0/24 va da 192.0.2.0 a 192.0.2.255. È lo stesso concetto della netmask 255.255.255.0, scritto in forma più breve.

Il CIDR identifica la mia casa?

No. Il CIDR identifica un blocco di indirizzi del provider, che di solito serve molti clienti, spesso in zone diverse. Dal prefisso si ricavano l’operatore e il titolare registrato del blocco, non il nome o l’indirizzo di un abbonato. Quel collegamento lo conosce solo il provider, che lo fornisce all’autorità giudiziaria su richiesta.

Perché il prefisso annunciato è diverso dall’intervallo registrato?

Il routing e la registrazione seguono logiche diverse. Un provider può annunciare un blocco grande che nel registro è diviso tra molti clienti, o dividere un blocco registrato in più annunci. Gli indirizzi registrati a un’organizzazione possono anche essere annunciati dalla rete di un’altra.

Cosa vuol dire RPKI invalid?

RPKI invalid significa che il titolare del blocco ha pubblicato un ROA, ma l’annuncio osservato non lo rispetta: arriva da un ASN diverso da quello autorizzato o con un prefisso più specifico del consentito. Può dipendere da un errore di configurazione o da un dirottamento di rotte. Molti operatori scartano le rotte invalid, quindi quegli indirizzi possono risultare irraggiungibili da una parte di Internet.

Fonti e riferimenti

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