Cos’è il CGNAT
Il CGNAT (Carrier-Grade NAT, chiamato anche CGN o NAT444) è una traduzione degli indirizzi fatta dentro la rete dell’operatore, che assegna al router di casa un indirizzo non pubblico e fa uscire su Internet molti clienti attraverso lo stesso IPv4 pubblico. Il router di casa fa già un primo NAT tra i tuoi dispositivi e la linea. Con il CGNAT se ne aggiunge un secondo, a monte, che non controlli.
Per questo secondo livello la RFC 6598 dell’aprile 2012 ha riservato il blocco 100.64.0.0/10, chiamato Shared Address Space: 4.194.304 indirizzi, da 100.64.0.0 a 100.127.255.255, da usare solo tra il CGNAT dell’operatore e i router dei clienti. Non sono indirizzi raggiungibili da Internet. I requisiti tecnici che un CGNAT deve rispettare sono raccolti nella RFC 6888 dell’aprile 2013.
Gli operatori lo adottano perché gli IPv4 liberi sono finiti: il RIPE NCC, il registro che distribuisce gli indirizzi in Europa, ha esaurito il suo ultimo blocco nel 2019 (la storia completa è nella guida IPv4 e IPv6). Condividere un indirizzo tra più clienti permette di attivare nuove linee senza comprare altri IPv4. Il CGNAT è frequente sulle reti mobili, sulle connessioni FWA e su alcune offerte in fibra, e un operatore può cambiare scelta nel tempo.
Come capire se la tua linea è dietro CGNAT
Il metodo affidabile è confrontare due indirizzi: quello che il router riceve dall’operatore (IP WAN) e quello con cui esci su Internet.
- Apri il pannello del router. Se non sai a che indirizzo si trova, segui la guida come trovare l’IP del router.
- Cerca la pagina di stato della connessione Internet. Secondo il modello si chiama “Stato”, “Internet”, “WAN” o “Panoramica”. Il dato da leggere è l’indirizzo IPv4 assegnato alla linea.
- Dallo stesso collegamento, senza VPN, apri la pagina qual è il mio indirizzo IP e annota l’IPv4 pubblico.
- Confronta i due valori con la tabella qui sotto.
| IP WAN del router | Cosa significa |
|---|---|
| Uguale all’IP mostrato in home | Hai un IPv4 pubblico tutto tuo: nessun CGNAT. |
Tra 100.64.0.0 e 100.127.255.255 | CGNAT dell’operatore: è lo spazio della RFC 6598. |
Privato (10.x, 172.16–31.x, 192.168.x) | Doppio NAT. Può essere il CGNAT dell’operatore oppure un secondo router in casa, per esempio un tuo router collegato dietro il modem dell’operatore. |
| Pubblico ma diverso da quello in home | Il traffico esce da un’altra parte: VPN, proxy, relay del browser o un percorso diverso. Ripeti il controllo con tutto spento. |
Nel caso del doppio NAT in casa la soluzione è tutta tua: configura il modem dell’operatore in modalità bridge, se lo consente, o metti il secondo router in modalità access point. Se invece l’indirizzo privato arriva dall’operatore, la sola strada è chiedergli un IP pubblico.
Un indizio in più viene dal comando tracert su Windows o traceroute su Mac e Linux verso un sito qualsiasi: se uno dei primi salti dopo il router ha un indirizzo 100.64.x.x–100.127.x.x, la rete dell’operatore usa lo Shared Address Space. È un indizio, non una prova: l’unico confronto decisivo è quello tra IP WAN e IP pubblico.
Cosa non funziona con il CGNAT
Con il CGNAT funziona tutto ciò che parte da casa tua verso Internet e si blocca tutto ciò che deve arrivare da Internet fino a casa tua senza essere stato chiamato. La RFC 7021 del settembre 2013 riporta i test condotti da CableLabs e da due operatori via cavo nordamericani su reti con doppio NAT: posta e navigazione funzionavano normalmente, mentre giochi peer-to-peer, chiamate SIP dirette tra due utenti e il seeding dei torrent non riuscivano a stabilire la connessione.
- Port forwarding: puoi creare la regola nel router, ma il traffico si ferma al CGNAT dell’operatore e la porta risulta chiusa nel controllo porte.
- Accesso remoto a NAS, desktop remoto, domotica o server web di casa: non raggiungibili dall’esterno con l’indirizzo IPv4.
- Telecamere e videoregistratori che si consultano collegandosi all’IP di casa: non funzionano. Quelli che passano dal cloud del produttore di solito sì, perché è il dispositivo ad aprire la connessione verso l’esterno.
- Giochi online: ospitare una partita o un server dedicato diventa difficile, e le console segnalano spesso un tipo di NAT restrittivo.
- Centralini VoIP installati in sede e chiamate SIP dirette tra utenti: possono avere problemi di registrazione o audio a senso unico.
- Reputazione condivisa: se un altro cliente con lo stesso IP pubblico fa abusi, captcha e blocchi colpiscono anche te. La stessa RFC 7021 segnala che i limiti antispam per numero di connessioni da un solo indirizzo possono scattare per errore.
Il DNS dinamico (DDNS) non risolve il problema: aggiorna un nome con l’IP pubblico, ma quell’IP appartiene al CGNAT dell’operatore e non porta al tuo router.
Cosa chiedere all’operatore per avere un IP pubblico
Un IP pubblico è un indirizzo IPv4 assegnato solo alla tua linea e raggiungibile da Internet. Non va confuso con l’IP statico: un IP pubblico può essere dinamico e cambiare a ogni riconnessione, e basta già a far funzionare il port forwarding. L’IP statico resta fisso nel tempo e serve se devi inserirlo in una whitelist o vuoi evitare il DNS dinamico.
Gli operatori si comportano in modo diverso: alcuni assegnano l’IP pubblico su richiesta, altri lo prevedono come opzione a pagamento o solo nelle offerte business, altri non lo offrono su certe tecnologie. Prima di sottoscrivere un’opzione leggi la scheda dell’offerta e le condizioni contrattuali. Quando contatti l’assistenza, queste sono le domande utili:
- La mia linea è dietro CGNAT? (Indica l’IP WAN che leggi nel router.)
- Potete assegnarmi un IPv4 pubblico, anche dinamico? Serve un’opzione specifica o un cambio di profilo?
- Ha un costo, una tantum o mensile? È compreso nella mia offerta?
- In alternativa, è disponibile un IP statico e a quali condizioni?
- La linea ha IPv6 attivo, con un prefisso pubblico delegato al router?
- Sulla rete mobile o FWA: esiste un profilo o APN dedicato con IP pubblico?
Dopo la modifica riavvia il router e ripeti il confronto: l’IP WAN deve coincidere con quello mostrato in home. Poi crea la regola di inoltro seguendo la guida come aprire le porte del router e verifica il risultato con il controllo porte.
Alternative all’IP pubblico
Se l’operatore non assegna un IPv4 pubblico, o il costo non ti conviene, ci sono quattro strade. Tutte funzionano facendo partire la connessione dall’interno, il solo verso che il CGNAT lascia passare, oppure scavalcando IPv4.
- IPv6: molti operatori affiancano al CGNAT IPv4 un prefisso IPv6 pubblico, e in IPv6 ogni dispositivo ha un indirizzo raggiungibile senza NAT. Servono due condizioni: aprire la porta nel firewall IPv6 del router, che di norma blocca le connessioni in arrivo, e che anche la rete da cui ti colleghi abbia IPv6. Da molte reti Wi-Fi pubbliche o aziendali non è così.
- VPN con IP dedicato o con inoltro delle porte: alcuni fornitori VPN offrono un indirizzo pubblico riservato o l’inoltro di porte verso il tuo dispositivo. È un servizio a pagamento: verifica le condizioni prima di abbonarti.
- VPN mesh o overlay: servizi come Tailscale o ZeroTier, oppure un server WireGuard su un VPS, collegano i tuoi dispositivi in una rete privata che attraversa il NAT. È la scelta più sicura per l’accesso personale a NAS e desktop remoto, perché non espone nulla a Internet.
- Tunnel inverso: un piccolo programma in casa apre una connessione verso un servizio esterno, come Cloudflare Tunnel o un VPS con proxy inverso, che pubblica il tuo sito o servizio web. Adatto a HTTP e HTTPS, meno a giochi e VoIP.
Per le telecamere spesso basta l’app ufficiale del produttore, che passa dal suo cloud. Valuta però dove finiscono le immagini e quale protezione ha l’account.
Domande frequenti
Il mio IP è pubblico o privato?
Dipende da quale IP guardi. L’indirizzo che vedono i siti, quello in home, è sempre pubblico. Gli indirizzi che leggi nelle impostazioni di PC e telefono, come 192.168.1.20, sono privati: valgono solo nella tua rete e li trovi con la guida qual è il mio IP locale.
Per aprire le porte conta un’altra cosa: se quell’IP pubblico è solo tuo. Per saperlo confronta l’IP WAN del router con quello mostrato in home. Se coincidono hai un IP pubblico assegnato alla tua linea. Se l’IP WAN è privato (10.x, 172.16–31.x, 192.168.x, gli intervalli della RFC 1918) o è compreso tra 100.64.0.0 e 100.127.255.255, condividi l’IP pubblico con altri clienti dietro il CGNAT dell’operatore.
Il CGNAT rallenta la connessione?
Il CGNAT non riduce la velocità di download e upload in modo significativo, perché la traduzione degli indirizzi avviene su apparati dell’operatore dimensionati per farla. Può aggiungere qualche millisecondo di latenza e, se l’apparato è carico, problemi con le applicazioni che aprono molte connessioni. Per misurare la tua linea usa lo speed test.
L’indirizzo 100.64.x.x è un IP privato?
Non esattamente. Lo spazio 100.64.0.0/10 non è tra gli intervalli privati della RFC 1918, ma è uno spazio condiviso riservato dalla RFC 6598 ai provider per il CGNAT. Come gli indirizzi privati non è raggiungibile da Internet, quindi se il router lo riceve sulla linea sei dietro il NAT dell’operatore.
Riavviare il router elimina il CGNAT?
No. Il riavvio può cambiare l’indirizzo 100.64.x.x assegnato al router e l’IP pubblico condiviso con cui esci, ma la linea resta dietro il NAT dell’operatore. Il CGNAT dipende dalla configurazione della rete dell’operatore e si toglie solo con un IP pubblico assegnato da lui.
Con il CGNAT posso usare una VPN?
Sì, le VPN che usi per uscire su Internet funzionano normalmente, perché la connessione parte dal tuo dispositivo. Non puoi invece ospitare in casa un server VPN raggiungibile dall’esterno su IPv4. In quel caso usa IPv6, una VPN mesh o un server VPN su un VPS a cui collegare sia la rete di casa sia i dispositivi in mobilità.
Perché il controllo porte dice che la porta è chiusa anche se l’ho aperta?
Con il CGNAT la regola nel router non riceve mai il traffico, che si ferma prima, nella rete dell’operatore. Controlla prima l’IP WAN del router: se inizia con 100.64–100.127 o è privato, il problema è quello. Se invece l’IP WAN coincide con quello pubblico, cerca la causa nella regola o nel firewall del dispositivo.
Fonti e riferimenti
- RFC 1918 – Address Allocation for Private Internets (IETF, febbraio 1996)
- RFC 6598 – IANA-Reserved IPv4 Prefix for Shared Address Space (IETF, aprile 2012)
- RFC 6888 – Common Requirements for Carrier-Grade NATs (IETF, aprile 2013)
- RFC 7021 – Assessing the Impact of Carrier-Grade NAT on Network Applications (settembre 2013)
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