Cos’è il whois di un dominio
Il whois è il servizio che restituisce i dati di registrazione di un nome di dominio: chi lo gestisce, quando è stato registrato, quando scade e su quali nameserver si appoggia. Il protocollo originale, descritto nella RFC 3912, è testuale e usa la porta 43, senza un formato standard delle risposte.
Il suo successore è RDAP (Registration Data Access Protocol), che restituisce gli stessi dati in formato JSON strutturato secondo la RFC 9083, su HTTPS. Dal 28 gennaio 2025 ICANN considera RDAP la fonte di riferimento per i domini generici come .com, .net e .org, e i registri non sono più obbligati a mantenere il vecchio whois. Molti domini nazionali usano ancora il whois sulla porta 43, per questo lo strumento li prova entrambi.
Come fare il whois di un dominio
- Inserisci il dominio senza
wwwe senzahttps://, per esempioexample.it. - Avvia la ricerca: lo strumento interroga il servizio RDAP del registro e, se manca, il server whois sulla porta 43.
- Leggi date, stato e nameserver.
- Se il dominio risulta libero, puoi registrarlo tramite un registrar accreditato.
Come leggere i dati whois
| Campo | Significato |
|---|---|
| Registrar | L’azienda presso cui il dominio è registrato e a cui va chiesto il rinnovo o il trasferimento. |
| Data di registrazione | Quando il dominio è stato creato. Non cambia con i rinnovi. |
| Data di scadenza | Entro quando va rinnovato. Dopo la scadenza ci sono di solito alcune settimane di tolleranza, poi il dominio torna libero. |
| Ultimo aggiornamento | L’ultima modifica ai dati, per esempio un cambio di nameserver. |
| Stato | Codici come ok/active, clientTransferProhibited (trasferimento bloccato, protezione normale) o pendingDelete (in cancellazione). |
| Nameserver | I server DNS autoritativi del dominio, da cui dipendono sito e posta. |
Whois dei domini .it e dati oscurati per il GDPR
I domini .it sono gestiti dal Registro .it, che opera presso l’Istituto di Informatica e Telematica del CNR a Pisa. Il dominio si registra sempre tramite un registrar accreditato, che compare nei dati whois insieme ai nameserver e alle date.
Da quando il GDPR è diventato applicabile, nel maggio 2018, registri e registrar non pubblicano più nome, indirizzo, email e telefono dei titolari persone fisiche, e spesso oscurano anche quelli delle aziende. Per contattare il titolare di un dominio di solito resta il modulo del registrar o l’indirizzo indicato sul sito stesso. Per questioni legali, come una violazione di marchio, il registro può fornire i dati a chi ne ha titolo.
Se il whois risponde ma il sito non si apre, controlla i nameserver con il DNS lookup e la raggiungibilità con la verifica se il sito è online.
Domande frequenti
Come faccio a sapere a chi è intestato un dominio?
Con il whois vedi registrar, date e nameserver, ma quasi mai il nome del titolare: dal 2018, per il GDPR, i dati delle persone fisiche sono oscurati e spesso anche quelli delle aziende. Per contattare il titolare usa il modulo del registrar o i recapiti pubblicati sul sito. In caso di controversie legali i dati si chiedono al registro attraverso le vie previste.
Come vedo quando scade un dominio?
Il whois riporta la data di scadenza in un campo apposito. Per i .com e gli altri domini generici è la data entro cui il registrar deve rinnovarlo. Se il dominio è tuo, verifica sempre la scadenza anche nel pannello del registrar.
Che differenza c’è tra whois e RDAP?
Whois e RDAP forniscono gli stessi dati di registrazione, ma RDAP lo fa con risposte JSON strutturate, su HTTPS, con supporto ai caratteri internazionali e accesso differenziato ai dati. Il whois sulla porta 43 restituisce testo libero in formati diversi per ogni registro. Dal 2025 RDAP è lo standard di riferimento per i domini generici secondo ICANN.
Cosa significa clientTransferProhibited?
clientTransferProhibited significa che il registrar ha bloccato il trasferimento del dominio verso un altro registrar. È una protezione contro i trasferimenti non autorizzati, attiva su quasi tutti i domini. Se vuoi spostare il dominio, chiedi al registrar attuale di rimuovere il blocco e di fornirti il codice di autorizzazione, chiamato AuthInfo o codice EPP.
Fonti e riferimenti
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