Cosa sono IPv4 e IPv6

IPv4 e IPv6 sono le due versioni dell’Internet Protocol, il protocollo che assegna un indirizzo a ogni dispositivo collegato a Internet e porta i pacchetti a destinazione. IPv4, definito dalla RFC 791 del 1981, usa indirizzi da 32 bit come 203.0.113.25. IPv6, definito oggi dalla RFC 8200 del luglio 2017, usa indirizzi da 128 bit come 2001:db8:4a1f::25.

I due protocolli non sono compatibili tra loro: un dispositivo che ha solo IPv6 non può parlare direttamente con uno che ha solo IPv4. Per questo oggi quasi tutte le reti funzionano in dual stack, con entrambi gli indirizzi attivi insieme, e la transizione procede da più di vent’anni.

Le differenze tra IPv4 e IPv6

IPv4IPv6
Lunghezza dell’indirizzo32 bit128 bit
Indirizzi possibili4.294.967.2962128, circa 3,4 × 1038
ScritturaQuattro numeri decimali separati da puntiOtto gruppi esadecimali separati da due punti
NAT in casaQuasi sempre: tutti i dispositivi escono con un solo IP pubblicoNon serve: ogni dispositivo ha un indirizzo pubblico
Configurazione automaticaDHCPSLAAC (RFC 4862), il dispositivo si crea l’indirizzo da solo, oppure DHCPv6
Rete di casa tipicaUna rete privata 192.168.1.0/24Un prefisso pubblico /64 per ogni rete
Ricerca dei vicini sulla rete localeARPNeighbor Discovery, basato su ICMPv6
Record DNSAAAAA

La differenza che si nota di più a casa riguarda il NAT. In IPv4 il router traduce gli indirizzi privati nell’unico IP pubblico della linea, e per raggiungere un dispositivo da fuori devi aprire una porta. In IPv6 ogni dispositivo ha un indirizzo globale e raggiungibile: a proteggerlo resta il firewall del router, che di norma blocca le connessioni in arrivo non richieste. L’assenza di NAT non significa quindi che i dispositivi siano esposti.

Per calcolare intervalli e dimensioni di una rete, in IPv4 o IPv6, usa il calcolatore subnet.

Perché gli indirizzi IPv4 sono finiti

Con 32 bit gli indirizzi IPv4 sono al massimo 4.294.967.296, e una parte è riservata a usi speciali come le reti private e il multicast. Negli anni Novanta era già chiaro che non sarebbero bastati per tutti i computer, telefoni e dispositivi collegati.

Il RIPE NCC, il registro che distribuisce gli indirizzi in Europa, Medio Oriente e Asia centrale, ha annunciato il 25 novembre 2019 di aver esaurito gli IPv4 disponibili. Era arrivato all’ultimo blocco /8 nel 2012 e da allora assegnava ai nuovi membri solo piccoli blocchi /22. Da quel giorno resta una lista d’attesa, alimentata dagli indirizzi recuperati da organizzazioni chiuse o restituiti, da cui i nuovi membri possono ottenere al massimo un /24, cioè 256 indirizzi.

Gli operatori hanno reagito in tre modi: comprando indirizzi usati sul mercato dei trasferimenti, condividendo lo stesso IPv4 tra più clienti con il CGNAT e attivando IPv6. Le prime due prolungano la vita di IPv4, la terza ne supera il limite.

Come si legge un indirizzo IPv6

Un indirizzo IPv6 completo è formato da otto gruppi di quattro cifre esadecimali (da 0 a 9 e da a a f), separati da due punti. La RFC 5952 dell’agosto 2010 stabilisce come abbreviarlo in modo uniforme:

  1. Gli zeri iniziali di ogni gruppo si omettono: 0db8 diventa db8.
  2. La sequenza più lunga di gruppi tutti a zero si sostituisce con ::, una sola volta per indirizzo.
  3. Le lettere si scrivono minuscole.

Così 2001:0db8:0000:0000:0000:0000:0000:0001 si scrive 2001:db8::1. Il prefisso 2001:db8::/32 è riservato agli esempi nei documenti dalla RFC 3849, quindi non lo vedrai mai su una rete reale.

Il numero dopo la barra indica quanti bit iniziali identificano la rete. Nella rete di casa i primi 64 bit sono il prefisso, assegnato dall’operatore, e gli ultimi 64 identificano il dispositivo. Gli indirizzi più comuni che troverai sono questi:

Inizia conTipoCosa significa
2 o 3Globale (2000::/3)Indirizzo pubblico raggiungibile da Internet: IPv6 è attivo.
fe80Link-localVale solo sul collegamento locale e c’è sempre, anche senza IPv6 verso Internet.
fdUnique local (RFC 4193)Indirizzo privato IPv6, usato da alcuni router per la rete interna.
::1LoopbackIl dispositivo stesso, come 127.0.0.1 in IPv4.

Quanto spazio riceve una linea dipende dall’operatore. Il documento RIPE-690 del RIPE NCC sulle buone pratiche per gli operatori raccomanda di assegnare ai clienti un prefisso /48 o /56 e sconsiglia fortemente prefissi più lunghi di /56, così da permettere più reti separate in casa o in ufficio.

Come capire se la tua linea ha IPv6

La verifica più rapida è cercare “what is my ip” su Google dal browser: Google è raggiungibile anche in IPv6 e, se la connessione lo usa, mostra quell’indirizzo. Se compare un indirizzo con i due punti che inizia con 2 o 3, la linea, il router e il dispositivo usano IPv6 fino a Internet. La pagina qual è il mio indirizzo IP di questo sito oggi risponde solo in IPv4, quindi mostra sempre il tuo IPv4. Per sapere a quale operatore e rete appartiene quell’indirizzo, inseriscilo nella verifica IP.

Se l’IPv6 non compare, il problema può stare in tre punti:

  • Il dispositivo: su Windows ipconfig mostra le righe “Indirizzo IPv6” e “Indirizzo IPv6 temporaneo”. Se vedi solo un indirizzo che inizia con fe80, il computer non ha ricevuto un indirizzo globale.
  • Il router: nella pagina di stato della connessione deve comparire un indirizzo o un prefisso IPv6 ricevuto dall’operatore. Se la sezione IPv6 è vuota o disattivata, il router non lo sta usando.
  • L’operatore: non tutte le offerte e le tecnologie hanno IPv6. Se il router lo ha abilitato ma non riceve nulla, la linea non lo prevede. La quota di utenti IPv6 misurata da APNIC su ogni rete è nella pagina delle reti IP degli operatori italiani.

Una VPN può nascondere o bloccare IPv6: fai la verifica con la VPN spenta.

Come attivare IPv6 sul router

IPv6 si attiva nel pannello del router, nella sezione Internet, WAN o IPv6 a seconda del modello. Il router chiede all’operatore un prefisso, di solito con la delega di prefisso DHCPv6, e lo distribuisce ai dispositivi di casa. Se non sai come entrare nel pannello, segui la guida come trovare l’IP del router.

  1. Verifica con l’operatore, o nella documentazione dell’offerta, che la linea supporti IPv6 e se serve un’impostazione particolare.
  2. Nel pannello abilita IPv6 sulla connessione Internet. Sui modem forniti dall’operatore di solito è già configurato o non modificabile.
  3. Controlla che nella rete locale sia attiva la distribuzione degli indirizzi (SLAAC o DHCPv6).
  4. Lascia attivo il firewall IPv6 del router, con le connessioni in arrivo bloccate per impostazione predefinita.
  5. Riavvia la connessione e ripeti il controllo con ipconfig o su Google.

Se l’operatore non fornisce IPv6, abilitarlo sul router non basta: in casa avrai solo indirizzi locali. In quel caso puoi chiedere se e quando sarà disponibile sulla tua tecnologia.

IPv6 e privacy: gli indirizzi temporanei

Nelle prime implementazioni la seconda metà dell’indirizzo IPv6 veniva ricavata dall’indirizzo MAC della scheda di rete, che non cambia mai. Un sito poteva così riconoscere lo stesso dispositivo anche quando cambiava rete. Oggi i sistemi operativi usano due rimedi.

  • Indirizzi temporanei (RFC 8981, febbraio 2021, che sostituisce la RFC 4941): il dispositivo genera periodicamente un nuovo indirizzo casuale e lo usa per le connessioni in uscita. È quello che vedono i siti, e per questo il tuo IPv6 può cambiare anche senza riavvii.
  • Identificativi stabili ma opachi (RFC 7217, aprile 2014): l’indirizzo stabile, usato per esempio per le connessioni in entrata, non deriva più dal MAC e cambia da una rete all’altra.

Il prefisso /64, invece, resta quello della tua linea finché l’operatore non lo cambia. Come per l’IPv4, identifica la rete di casa, non il singolo dispositivo.

Compatibilità: cosa succede con i siti solo IPv4

Con una linea dual stack non devi fare nulla: il browser chiede al DNS sia il record A sia il record AAAA del sito e, con il meccanismo Happy Eyeballs (RFC 8305, dicembre 2017), prova entrambe le strade e usa quella che risponde prima. I siti che hanno solo IPv4 si raggiungono in IPv4, quelli con entrambi spesso in IPv6. Puoi vedere se un dominio ha il record AAAA con il DNS lookup.

Alcune reti mobili assegnano ai telefoni solo IPv6 e raggiungono i siti IPv4 attraverso una traduzione nella rete dell’operatore (NAT64 con DNS64). L’utente non se ne accorge, ma qualche applicazione datata che usa indirizzi IPv4 scritti nel codice può non funzionare.

Sulle VPN fai attenzione: se il servizio protegge solo IPv4 e la linea ha IPv6, il traffico IPv6 può uscire dal tunnel con il tuo indirizzo reale. Con la VPN accesa, un sito raggiungibile in IPv6 non dovrebbe mostrare il tuo IPv6 abituale: come controllarlo lo spiega il test VPN.

Domande frequenti

IPv6 è più veloce di IPv4?

Non di per sé: la velocità dipende dalla linea e dal percorso dei pacchetti, non dalla versione del protocollo. In alcuni casi IPv6 risulta più rapido perché evita il CGNAT dell’operatore, in altri il percorso IPv6 verso un sito è più lungo. Il browser sceglie da solo la strada che risponde prima.

Conviene disattivare IPv6?

Di norma no. Disattivarlo non migliora la sicurezza se il firewall IPv6 del router è attivo, e può peggiorare la connessione sulle reti dietro CGNAT. Ha senso solo come prova temporanea per isolare un problema, o se una VPN non protegge il traffico IPv6 e non hai un’alternativa.

Perché il mio indirizzo IPv6 cambia spesso?

Perché il sistema operativo usa indirizzi temporanei, definiti dalla RFC 8981, che rinnova periodicamente per rendere più difficile seguirti da un sito all’altro. Cambia la parte finale dell’indirizzo. La parte iniziale, il prefisso della linea, resta uguale finché l’operatore non ne assegna uno nuovo.

Con IPv6 serve ancora aprire le porte?

Non serve il port forwarding, perché non c’è NAT, ma serve una regola nel firewall IPv6 del router che consenta le connessioni in arrivo verso l’indirizzo del dispositivo. Chi si collega deve avere a sua volta IPv6. I passaggi generali sono nella guida come aprire le porte del router.

Gli indirizzi IPv6 finiranno come quelli IPv4?

In pratica no. Lo spazio IPv6 conta 2128 indirizzi, e anche assegnando a ogni cliente un prefisso /48 o /56, come raccomanda il RIPE NCC, ne resta disponibile una quantità enorme. Il limite di IPv6 è semmai la lentezza con cui reti e servizi lo adottano.

Fonti e riferimenti

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