Cambiare o nascondere l’IP: che differenza c’è
Il tuo indirizzo IP pubblico è quello che l’operatore assegna alla tua connessione e che ogni sito vede quando lo visiti: lo trovi nella pagina qual è il mio indirizzo IP. Cambiarlo vuol dire riceverne un altro dallo stesso operatore, che continua a sapere a quale linea corrisponde. Nasconderlo vuol dire far passare il traffico da un servizio esterno: i siti vedono l’IP del servizio, il servizio vede il tuo.
| Metodo | Cosa vedono i siti | Chi vede il tuo IP reale | Limiti |
|---|---|---|---|
| Riavvio del router | Un nuovo IP del tuo operatore, se è dinamico | Operatore | Non funziona con IP statico, poco utile con il CGNAT |
| Rete mobile | Un IP dell’operatore mobile, spesso condiviso | Operatore mobile | Non aggiunge riservatezza |
| VPN | L’IP del server VPN | Fornitore VPN, operatore (vede solo il collegamento alla VPN) | Ti affidi al fornitore |
| Proxy | L’IP del proxy, solo per l’app configurata | Gestore del proxy | Spesso nessuna cifratura |
| Tor | L’IP del nodo di uscita | Il primo nodo del circuito | Lento, molti siti lo bloccano |
| Relay privato iCloud | Un IP temporaneo assegnato dal secondo relay | Apple (primo relay) e operatore | Solo Safari e DNS, serve iCloud+ |
Come verificare che l’IP visto dai siti sia cambiato
- Prima di attivare VPN, proxy o Tor, apri la home e annota il tuo IP pubblico e il provider. Questo sito oggi risponde solo in IPv4: per l’IPv6 annota l’indirizzo che Google ti mostra cercando “what is my ip”.
- Attiva il metodo scelto, o riavvia il router, e ricarica la home. Con una VPN usa anche il test VPN, che cerca la fuga WebRTC. Con Tor apri la pagina dal Tor Browser, con un proxy dal browser configurato.
- Confronta i valori. L’IP deve essere diverso. Con VPN, proxy e Tor deve cambiare anche il provider: se vedi ancora il nome del tuo operatore, il traffico non passa dal servizio.
- Se l’IPv4 è cambiato ma l’IPv6 è ancora quello del tuo operatore, la VPN non copre IPv6: attiva l’opzione IPv6 della VPN, se esiste, o disattiva IPv6 sul dispositivo mentre la usi.
- Inserisci il nuovo indirizzo nella verifica IP: il provider deve essere quello del servizio e, quando il dato è disponibile, l’indirizzo risulta di un datacenter o di una VPN.
- Con lo strumento CIDR di un IP controlla la rete e l’organizzazione titolare del nuovo indirizzo. Se coincidono con quelle che risultavano senza VPN, l’IP non è nascosto.
Riavviare il router: quando cambia l’IP e quando no
Il riavvio cambia l’IP pubblico solo se la tua linea ha un IP dinamico: quando il router si ricollega, l’operatore può assegnargli un indirizzo diverso. Alcuni operatori riassegnano per un po’ lo stesso indirizzo, quindi spegnere il router per qualche minuto funziona più spesso di un riavvio veloce.
Con un IP statico o con il CGNAT il riavvio non basta:
- IP statico: l’indirizzo è legato al contratto e resta sempre uguale. Per cambiarlo devi chiederlo all’operatore. Per sapere che tipo di IP hai c’è la guida IP statico o dinamico.
- CGNAT: esci su Internet con un indirizzo condiviso con altri clienti. Dopo il riavvio puoi ricevere un altro indirizzo condiviso, ma resti dietro il NAT dell’operatore.
Ricorda anche l’IPv6: se la linea lo ha, i siti che lo supportano vedono l’indirizzo IPv6, che può cambiare o restare uguale indipendentemente dall’IPv4.
Cambiare IP sul telefono con la rete mobile
Sul telefono il modo più rapido per cambiare IP è passare dal Wi-Fi alla rete mobile, o viceversa: cambia l’operatore che ti collega a Internet e quindi l’indirizzo. Sulla rete mobile anche attivare e disattivare la modalità aereo di solito porta a un nuovo indirizzo. Gli operatori mobili usano spesso il CGNAT, quindi l’IP che ricevi è condiviso con altri utenti e può risultare in un’altra città.
VPN: cosa nasconde e cosa no
Una VPN (Virtual Private Network) è un tunnel cifrato tra il tuo dispositivo e un server del fornitore: tutto il traffico entra nel tunnel e i siti vedono l’IP del server VPN. L’operatore di casa, o il gestore del Wi-Fi pubblico, vede solo che sei collegato a quel server e quanti dati scambi, non quali siti visiti.
La VPN non nasconde nulla a chi la gestisce: il fornitore conosce il tuo IP reale e può vedere a quali server ti colleghi. In pratica sposti la fiducia dall’operatore al fornitore VPN, quindi conta chi è, in quale paese opera e cosa dichiara di registrare nella sua informativa privacy.
Il kill switch e tre tipi di fuga decidono se la VPN copre davvero il tuo IP:
- Kill switch: blocca tutto il traffico se il tunnel cade. Senza, per qualche secondo il dispositivo torna a uscire con il tuo IP reale, spesso senza che tu te ne accorga.
- Fuga DNS: per aprire un sito il dispositivo chiede al DNS l’indirizzo del dominio. Se queste richieste escono fuori dal tunnel, verso il resolver del tuo operatore, l’operatore vede ancora quali domini visiti.
- Fuga IPv6: alcune VPN cifrano solo il traffico IPv4. Se la tua linea ha IPv6, i siti raggiungibili in IPv6 vedono il tuo indirizzo reale.
- Fuga WebRTC: WebRTC è la tecnologia del browser per chiamate e videochiamate. La RFC 8828 dell’IETF riconosce che può far conoscere a una pagina web gli indirizzi IP privati del dispositivo e, con una VPN che non instrada tutto il traffico, anche l’IP pubblico del tuo operatore.
Proxy: nasconde l’IP di una sola applicazione
Un proxy è un server che inoltra le richieste di una singola applicazione, di solito il browser: il sito vede l’IP del proxy. Il resto del dispositivo continua a uscire con il tuo IP. Molti proxy, soprattutto quelli gratuiti, non cifrano il collegamento tra te e loro: chi gestisce il proxy può leggere e modificare tutto ciò che non viaggia in HTTPS.
Un proxy non sempre nasconde l’IP. Alcuni aggiungono alla richiesta un’intestazione, X-Forwarded-For o Forwarded, che riporta l’indirizzo del client. La RFC 7239, che standardizza Forwarded, considera questo dato sensibile per la privacy e raccomanda di oscurarlo di default, ma non tutti i proxy lo fanno.
Tor: tre nodi tra te e il sito
Tor è una rete di server gestiti da volontari che fa passare la connessione attraverso un circuito di tre nodi: guard, middle ed exit. Secondo il Tor Project il sito che visiti vede l’IP del nodo di uscita al posto del tuo. Il primo nodo conosce il tuo IP ma non la destinazione, l’ultimo conosce la destinazione ma non il tuo IP. Si usa con il Tor Browser.
La navigazione è più lenta, molti siti chiedono captcha o bloccano gli indirizzi di uscita di Tor, che sono pubblici. E il nodo di uscita inoltra il traffico al sito così com’è: se il sito non usa HTTPS, chi gestisce quel nodo può leggerlo.
Relay privato iCloud su iPhone e Mac
Relay privato iCloud è una funzione dell’abbonamento iCloud+ di Apple che protegge la navigazione in Safari facendo passare le richieste da due relay separati. Secondo Apple il tuo IP lo vedono solo il provider di rete e il primo relay, gestito da Apple. Il secondo relay, gestito da un fornitore di contenuti di terze parti, genera un indirizzo IP temporaneo e decodifica il nome del sito. Anche le richieste DNS vengono cifrate.
Riguarda Safari e il DNS, non tutto il traffico del dispositivo come una VPN, e non è disponibile in tutti i paesi. Per l’indirizzo IP offre due opzioni: mantenere una posizione generica, che lascia vedere i contenuti locali, oppure indicare solo paese e fuso orario.
Cosa resta tracciabile anche con l’IP nascosto
Nascondere l’IP toglie ai siti un solo dato. Restano tutti gli altri modi per riconoscerti:
- Account: se accedi a Google, a un social o a un negozio online, il sito sa chi sei qualunque IP usi.
- Cookie: quelli salvati prima di attivare la VPN restano nel browser e ti collegano alle visite precedenti.
- Fingerprinting: l’EFF lo descrive come un elenco di caratteristiche uniche per un utente, il suo browser e il suo hardware. A differenza dei cookie, queste caratteristiche non si cancellano. Lo strumento user agent mostra una parte dei dati che il browser invia a ogni sito.
- Posizione del dispositivo: se hai dato a un sito il permesso di leggere la posizione, la riceve da GPS o Wi-Fi, non dall’IP.
- Pagamenti e dati inseriti: nome, email e carta identificano chi compra, con qualsiasi IP.
Nascondere l’IP è legale?
Un’attività vietata resta vietata anche dietro una VPN, un proxy o Tor. In Italia la legge 14 luglio 2023, n. 93 contro la pirateria online include espressamente i fornitori di servizi VPN e di DNS pubblici tra i destinatari degli ordini di blocco dell’AGCOM, da eseguire entro 30 minuti dalla notifica.
Ci sono poi le regole dei servizi. Molte piattaforme di streaming, giochi online e banche vietano nei termini d’uso, o limitano, l’accesso tramite VPN e proxy, e possono bloccare l’account o chiedere verifiche in più. Le reti aziendali e scolastiche hanno spesso regole interne sull’uso di VPN e Tor: su una rete che non è tua, chiedi prima a chi la gestisce.
Domande frequenti
Riavviare il router cambia l’IP?
Sì, se l’IP è dinamico: spegni il router per qualche minuto e controlla in home. Con un IP statico non cambia, con il CGNAT resti comunque dietro il NAT dell’operatore. Ogni quanto cambia un IP dinamico lo trovi nella guida IP statico o dinamico.
La VPN nasconde anche l’IPv6?
Non tutte. Con la VPN attiva cerca “what is my ip” su Google, che è raggiungibile in IPv6: se compare ancora l’IPv6 del tuo operatore, la VPN non lo copre e i siti raggiungibili in IPv6 vedono il tuo indirizzo. Le differenze tra i due protocolli sono spiegate nella guida IPv4 e IPv6.
Le VPN gratis sono sicure?
Una VPN vede tutto il tuo traffico e il tuo IP reale, e un servizio gratuito copre i costi con la pubblicità, con limiti di traffico che ti spingono all’abbonamento oppure usando i dati di navigazione. Prima di installarne una leggi l’informativa privacy, controlla chi la gestisce e in quale paese ha sede.
Relay privato iCloud è una VPN?
No. Una VPN fa passare tutto il traffico del dispositivo da un solo fornitore. Relay privato iCloud protegge la navigazione in Safari e le richieste DNS facendole passare da due relay gestiti da soggetti diversi, Apple e un fornitore terzo, così nessuno dei due vede insieme il tuo IP e il sito che visiti.
Come verifico che la VPN funzioni?
Fonti e riferimenti
- RFC 8828 – WebRTC IP Address Handling Requirements (IETF, gennaio 2021)
- RFC 7239 – Forwarded HTTP Extension (IETF, giugno 2014)
- Types of relays on the Tor network (Tor Project)
- Informazioni su Relay privato iCloud (Apple, agosto 2023)
- Usare Relay privato iCloud sul Mac (Manuale utente Mac, Apple)
- Cover Your Tracks – Learn: browser fingerprinting (EFF)
- Legge 14 luglio 2023, n. 93, art. 2 (Normattiva)
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