Cosa sono i DNS del provider e perché cambiarli
I server DNS (Domain Name System) sono i servizi che traducono un nome di dominio, come example.com, nell’indirizzo IP del server da contattare. Quando ti colleghi a Internet il router riceve dall’operatore gli indirizzi dei suoi server DNS, detti resolver, e li passa a tutti i dispositivi di casa. Se non cambi nulla, ogni sito che apri parte da una domanda a quei server.
I DNS dell’operatore funzionano e di solito sono vicini alla tua linea. Ci sono però quattro motivi per sostituirli:
- Affidabilità: se i resolver dell’operatore hanno un guasto, i siti non si aprono anche se la connessione funziona. Un DNS pubblico è un’alternativa immediata.
- Protezione: alcuni DNS pubblici bloccano i domini noti per malware e phishing, altri anche i contenuti per adulti.
- Privacy: puoi scegliere un servizio con una politica di conservazione dei dati che conosci e usare il DNS cifrato, che impedisce di leggere le richieste lungo il percorso.
- Diagnosi: dopo un cambio di record su un tuo dominio, interrogare un altro resolver ti dice se il problema è nella cache dell’operatore. La propagazione DNS confronta decine di resolver insieme.
Non aspettarti invece una connessione più veloce: la velocità di download non cambia.
Come cambiare i DNS, in breve
- Scegli il servizio DNS e annota gli indirizzi primario e secondario, IPv4 e se serve IPv6, oppure il nome host per il DNS cifrato.
- Decidi dove cambiarli: sul router per tutti i dispositivi della rete, oppure sul singolo computer o telefono.
- Apri le impostazioni di rete, passa dall’assegnazione automatica a quella manuale e inserisci gli indirizzi.
- Salva, svuota la cache DNS e riapri il browser.
- Verifica con
nslookupquale server risponde e controlla un dominio con il DNS lookup.
I DNS pubblici più usati: indirizzi e privacy
Questi sono i tre servizi più diffusi, con gli indirizzi indicati nella documentazione ufficiale di ciascuno. Prima di sceglierne uno, leggi la sua informativa: è lì che trovi cosa viene registrato e per quanto tempo.
| Servizio | IPv4 | IPv6 | Nome host DNS cifrato |
|---|---|---|---|
| Cloudflare | 1.1.1.1, 1.0.0.1 | 2606:4700:4700::1111, 2606:4700:4700::1001 | one.one.one.one |
| Google Public DNS | 8.8.8.8, 8.8.4.4 | 2001:4860:4860::8888, 2001:4860:4860::8844 | dns.google |
| Quad9 | 9.9.9.9, 149.112.112.112 | 2620:fe::fe, 2620:fe::9 | dns.quad9.net |
- Cloudflare 1.1.1.1: la politica sulla privacy del resolver dichiara che i log vengono cancellati entro 25 ore e che i dati personali non vengono venduti né usati per la pubblicità. Le varianti
1.1.1.2e1.0.0.2bloccano il malware,1.1.1.3e1.0.0.3anche i contenuti per adulti. - Google Public DNS: secondo la pagina sulla privacy i log temporanei, che contengono l’indirizzo IP, vengono cancellati entro 24-48 ore, mentre quelli permanenti non contengono informazioni personali e registrano la posizione solo a livello di città o regione.
- Quad9: è gestito da una fondazione di diritto svizzero con sede a Zurigo, blocca i domini malevoli e nella sua informativa dichiara di non raccogliere né registrare gli indirizzi IP degli utenti.
Inserisci sempre due indirizzi dello stesso servizio, primario e secondario: se il primo non risponde, il dispositivo usa il secondo.
Cambiare i DNS su Windows 11
Su Windows 11 i DNS si cambiano dalle Impostazioni, separatamente per il Wi-Fi e per l’Ethernet. Secondo la guida di supporto Microsoft il percorso è questo:
- Apri Impostazioni > Rete e Internet > Wi-Fi (o Ethernet) e seleziona le proprietà della rete a cui sei collegato.
- Accanto alle impostazioni IP o DNS scegli Modifica, poi passa da Automatico (DHCP) a Manuale.
- Attiva IPv4 e compila DNS preferito e DNS alternativo. Ripeti per IPv6 se la linea lo usa.
- Per cifrare le richieste imposta DNS over HTTPS su On (modello automatico): funziona con i servizi che Windows riconosce, tra cui quelli della tabella. Il DNS over HTTPS di sistema non è disponibile in Windows 10.
- Salva e svuota la cache con
ipconfig /flushdnsdal Prompt dei comandi.
Le etichette possono cambiare con gli aggiornamenti di Windows 11.
Cambiare i DNS su Mac
Sul Mac i DNS si impostano per ogni servizio di rete. Il percorso indicato dal Manuale utente del Mac è: menu Apple > Impostazioni di Sistema > Rete, scegli il servizio (Wi-Fi o Ethernet), fai clic su Dettagli e poi su DNS. Con il pulsante Aggiungi inserisci gli indirizzi IPv4 o IPv6 del nuovo servizio, togli quelli dell’operatore se vuoi usare solo i nuovi e conferma con OK.
Gli indirizzi scritti in grigio sono quelli ricevuti dal router: restano attivi finché non ne aggiungi di tuoi.
Android: il DNS privato
Android non permette di cambiare gli indirizzi DNS del Wi-Fi in modo uniforme su tutti i modelli, ma dalla versione 9 ha il DNS privato, un’impostazione che cifra le richieste con DNS over TLS e vale sia sul Wi-Fi sia sulla rete mobile. La guida Android di Google indica questo percorso:
- Apri Impostazioni > Rete e internet > DNS privato.
- Scegli “Nome host del provider DNS privato”.
- Scrivi il nome host, per esempio
one.one.one.one,dns.googleodns.quad9.net, e tocca Salva.
Il campo accetta un nome, non un indirizzo IP come 1.1.1.1. Sui telefoni di alcuni produttori la voce si trova in altri menu: Google suggerisce di cercare “DNS privato” nelle impostazioni o di chiedere al produttore.
Cambiare i DNS su iPhone e iPad
Su iPhone e iPad i DNS si cambiano per ogni rete Wi-Fi: apri Impostazioni > Wi-Fi, tocca il pulsante Info (i) accanto alla rete, entra nella sezione DNS, passa da Automatico a Manuale e sostituisci i server con quelli scelti. L’impostazione non vale per la rete cellulare e va ripetuta per ogni rete Wi-Fi.
Per usare il DNS cifrato su tutte le reti, iOS accetta profili di configurazione o app dei fornitori DNS: alcuni servizi, come Cloudflare con la sua app, lo offrono già pronto. Installa solo profili scaricati dal sito ufficiale del servizio.
Cambiare i DNS sul router per tutta la casa
Cambiare i DNS sul router è il modo più rapido per applicarli a tutti i dispositivi, compresi televisori e console che non hanno l’impostazione. Entra nel pannello (se non sai come, segui la guida come trovare l’IP del router) e cerca i server DNS nelle sezioni Internet, WAN, LAN o DHCP, secondo il modello.
Ci sono due possibilità. Sul lato Internet, i DNS vengono usati dal router stesso, che continua a rispondere ai dispositivi come resolver. I DNS impostati nel DHCP della rete locale vengono comunicati direttamente ai dispositivi. Sui modem forniti dall’operatore il campo può essere bloccato o assente: in quel caso cambia i DNS sui singoli dispositivi.
I dispositivi ricevono le nuove impostazioni al rinnovo dell’indirizzo: per farlo subito, scollega e ricollega il Wi-Fi o riavvia il dispositivo.
DNS cifrati: DoH e DoT
Le richieste DNS tradizionali viaggiano in chiaro: l’operatore o chiunque controlli la rete Wi-Fi può leggere quali nomi di dominio visiti. Per cifrarle esistono due standard.
- DNS over TLS (DoT), RFC 7858 del maggio 2016: le richieste passano in un canale TLS sulla porta 853. È il sistema usato dal DNS privato di Android.
- DNS over HTTPS (DoH), RFC 8484 dell’ottobre 2018: le richieste viaggiano come traffico HTTPS sulla porta 443. Lo usano Windows 11 e i browser.
Chrome, Edge e Firefox hanno un’opzione di DNS sicuro nelle impostazioni di privacy e sicurezza: se è attiva, il browser può usare un suo resolver anche quando il sistema ne ha impostato un altro. Il DNS cifrato nasconde i nomi richiesti a chi osserva la rete, non al servizio DNS che scegli, e non nasconde l’IP dei siti che visiti.
Verificare il cambio e svuotare la cache DNS
Per vedere quale server risponde davvero apri il terminale e digita nslookup example.com: le prime righe, Server e Address, indicano il resolver usato. Per controllare cosa risponde il DNS per un dominio, compresi i record AAAA di IPv6, usa il DNS lookup. Il DNS cifrato del browser non compare in nslookup, che usa le impostazioni di sistema.
Dopo il cambio, o quando un sito non si apre dopo un trasloco di hosting, svuota la cache DNS locale:
| Sistema | Comando o azione |
|---|---|
| Windows | ipconfig /flushdns nel Prompt dei comandi |
| macOS | sudo killall -HUP mDNSResponder nel Terminale. Apple non pubblica una procedura aggiornata per le versioni recenti di macOS: questo è il comando della sua ultima nota tecnica, ora archiviata. |
| Linux con systemd-resolved | resolvectl flush-caches |
| Android e iPhone | Attiva e disattiva la modalità aereo, oppure riavvia il telefono |
| Chrome ed Edge | Hanno una cache propria: chiudi e riapri il browser |
Domande frequenti
Qual è il DNS migliore da usare in Italia?
Nessun DNS è il migliore per tutti. Cloudflare, Google e Quad9 usano reti anycast, con server in molti paesi, e il tuo dispositivo raggiunge in automatico il più vicino. La scelta dipende da cosa ti interessa: Quad9 e le varianti 1.1.1.2 e 1.1.1.3 di Cloudflare bloccano i domini malevoli, e le politiche sui log cambiano da un servizio all’altro.
Cambiare DNS rende la connessione più veloce?
No, la velocità di download e upload non cambia. Il DNS incide solo sul tempo della prima risoluzione di un nome, di solito pochi millisecondi, perché poi la risposta resta in cache. Se la navigazione è lenta, misura la linea con lo speed test.
Cambiare DNS nasconde i siti che visito all’operatore?
Solo in parte. Con un DNS pubblico non cifrato l’operatore può ancora leggere le richieste mentre passano sulla sua rete. Con DoH o DoT le richieste sono cifrate, ma l’operatore vede comunque gli indirizzi IP dei server a cui ti colleghi. Per nascondere anche quelli serve una VPN.
Dopo il cambio di DNS alcuni siti non si aprono: cosa faccio?
Controlla di aver scritto bene gli indirizzi, svuota la cache DNS e riavvia il browser. Se il problema riguarda un solo sito, verifica con il DNS lookup che il dominio risponda. Alcune reti aziendali o scolastiche bloccano i DNS esterni: in quel caso torna all’assegnazione automatica.
Posso usare due servizi DNS diversi come primario e secondario?
Si può, ma è meglio evitarlo. Il sistema può interrogare l’uno o l’altro senza un ordine fisso, quindi filtri e politiche sulla privacy diventano imprevedibili. Usa primario e secondario dello stesso servizio.
Fonti e riferimenti
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